Manifesto per una comunicazione gentile: 5 domande a Fausto Colombo

Manifesto per una comunicazione gentile: 5 domande a Fausto Colombo

 

Abbiamo chiesto a Fausto Colombo, professore di Teoria e tecniche dei media presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, di anticiparci alcuni dei temi del suo libro Ecologia dei media – Manifesto per una comunicazione gentile di cui parlerà nel suo intervento a Reinventing, in programma il 12 febbraio 2021 a Milano.

 

D. Professore, quest’anno avremo il piacere di riospitarla a Reinventing e ascoltare il suo intervento “Ecologia dei media”, dove “ecologico” è l’approccio di studio dei media che mira a contenerne e contrastarne la dimensione “inquinante” per guidarli in una direzione più proficua e arricchente. Nell’epoca di fenomeni come l’hate speech e le fake news, un “manifesto per una comunicazione gentile” sembra quanto mai necessario. Da cosa è nata l’idea per scriverlo?

R. Fondamentalmente da due istanze: la prima è sociale ed è nata dall’interesse culturale che nutro per i due argomenti – la salvaguardia dell’ambiente e la comunicazione. Approfondendo i discorsi intorno ai due problemi dell’inquinamento ambientale e dell’inquinamento della comunicazione sui social media, mi sono accorto di quanto fossero vicini e simili. Siamo a uno stadio per cui l’attenzione è alta: istituzioni, media e società civile hanno ad esempio iniziato a denunciare i fenomeni di inquinamento della comunicazione in rete come rischiosi per la collettività.

E poi c’è una ragione più legata alla mia disciplina specifica: partendo da un interesse verso le teorie della buona comunicazione sviluppate tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’80 e presenti tra gli altri negli studi di Grice, Habermas e Pieper, mi sono mosso per esplicitare le ragioni dietro queste correnti di pensiero: perché dobbiamo impegnarci per realizzare una buona comunicazione? La risposta è: per preservare una risorsa tipicamente umana, che altrimenti rischia di venire distrutta. Comunicare nel modo in cui lo facciamo noi, pensandoci e concependoci prima e dopo di noi come individui, è una delle caratteristiche che ci rende quello che siamo: umani.

 

D. Nel passato recente il mondo non profit, in particolare quello delle ong, è stato spesso al centro di discorsi d’odio online e vittima di fake news che ne hanno danneggiato la reputazione. Crede che il non profit possa avere un ruolo nell’evoluzione positiva della comunicazione online che lei auspica? Se sì, come?

R. Sì, se c’è qualcuno che ha interesse a sviluppare una comunicazione positiva quello è proprio il mondo non profit, perché solo all’interno di una visione positiva della comunicazione è possibile veicolare i messaggi di cui si fa interprete. La solidarietà tra uomini è un ideale che va difeso a fatti e parole, come antidoto a quei mondi sempre più piccoli e separati a cui aspirano i sovranismi.

La difesa di questo ideale passa anche dallo strumento della comunicazione online, ma mantenendo la consapevolezza che manca di una componente fondamentale, che è quella della presenza fisica, del faccia a faccia. È quindi una modalità di interazione che va portata avanti di pari passo con altre più “tradizionali”: se i social media sostituiscono altre forme di comunicazione, tolgono valore; se le integrano, aggiungono valore.

D. Tra le caratteristiche proprie del web 2.0 nel suo libro cita la customizzazione dei contenuti resa possibile da tecniche di apprendimento basate sull’AI. Ciò implica che è sempre più comune, sui social media ma non solo, ricevere messaggi che confermano e rafforzano le proprie convinzioni pregresse. Se pensiamo nello specifico al mondo non profit come creatore di contenuti, non c’è il rischio di parlare sempre a un pubblico già interessato alle cause sociali, venendo meno a quell’obiettivo fondamentale per le organizzazioni che è la sensibilizzazione?

R. Il rischio è reale. Tenere aperto il dialogo con chi non è interessato è la grande sfida del futuro, e penso che da questo punto di vista l’emergenza coronavirus sia stata cruciale. Ricordo la preghiera solitaria di Papa Francesco in San Pietro, e un passaggio in particolare: “Pensavamo di rimanere sani in un mondo malato”. La “rivelazione” che questa volta l’emergenza sanitaria riguardava proprio noi e non qualcun altro ci fatto capire l’importanza di molte cose: oltre che di un sistema sanitario efficiente e del lavoro del personale sanitario, anche del mondo del volontariato.

Credo che tutte le straordinarie pratiche di solidarietà a cui abbiamo assistito siano state un grande esempio concreto di cosa può fare ciascuno di noi per gli altri. E ci hanno anche messi di fronte al fatto che noi siamo sempre “l’altro di qualcun altro” e che per proteggere noi stessi dobbiamo proteggere tutta la comunità. È un discorso che si ricollega a quella caratteristica intrinsecamente umana citata all’inizio: pensiamo noi stessi nel tempo e in relazione all’altro, perché ci concepiamo come specie.

 

D. Un leitmotiv di questi tempi e della nostra rubrica di interviste ReinventingWords: in che modo l’emergenza Covid-19 ha impattato sul modo di comunicare? Ad esempio il lockdown sembra aver spinto strumenti di comunicazione online come le dirette social e i webinar. È solo un momento o è un processo destinato a durare? Infine, cosa possiamo imparare da questa esperienza come comunicatori?

R. L’impossibilità dell’incontro fisico ha trasformato mezzi di comunicazione normalmente “freddi” – la diretta, il webinar, ma anche la semplice video-chiamata tra familiari – in mezzi “caldi; sono diventati grandi strumenti di dialogo e facilitazione di incontro. Credo che ora ci troveremo ad affrontare una fase mista, in cui queste pratiche e strumenti dovranno riadattarsi a un parziale ritorno alla “normalità”, che però non potrà non tenere conto di quello che c’è stato.

La grande eredità che l’emergenza lascerà ai comunicatori sarà la gestione degli eventi: fino ad adesso si è cercata una forma surrogata, ma poi sarà necessario costruire format nuovi. Sarà più semplice e immediato, ad esempio, invitare ospiti internazionali che possano partecipare in video-conferenza.
Dal punto di vista più generale del lavoro penso invece che potrà profilarsi un potenziamento degli spazi di lavoro e delle risorse online, che renda più cooperativa la gestione delle attività e faciliti scambi e condivisioni.

 

D. Per concludere, una domanda allo studioso di comunicazione ma non solo: qual è il suo motto o aforisma preferito?

La parte finale di una citazione dal libro Le rendez-vous de Patmos di Michel Déon, che ho scoperto in realtà leggendo Carrère: “Aver bisogno soltanto del necessario, non allontanarmi di un millimetro dalla donna che amo, vedere ogni giorno sorgere e tramontare il sole, mangiare quando ho fame, scrivere su un tavolo traballante, ripetermi che le cose belle sono il mare, il cielo, un ulivo scosso dal vento, che l’amicizia è dovunque si varca una soglia”.

Proroga pre-iscrizione al 15 giugno!

Proroga pre-iscrizione al 15 giugno!

Visto il particolare periodo di incertezza e in attesa di maggiori informazioni sulle disposizioni che regoleranno gli eventi nei prossimi mesi, abbiamo deciso di prorogare la pre-iscrizione fino al 15 giugno. Di conseguenza, anche i termini per convertirla in iscrizione vera e propria sono prolungati fino al 15 luglio 2020.

Ricordiamo che in caso sia necessario posticipare o rimandare l’evento, gli iscritti potranno scegliere se mantenere valida l’iscrizione per le nuove date o ricevere il rimborso totale dell’intera quota.

Perché pre-iscriversi ora a Reinventing 2020?

  1.  Non è vincolante: ti pre-iscrivi ora, senza pagare niente, e hai tempo fino al 15 luglio per decidere se convertirla in iscrizione
  2. Ricevi un codice sconto per un’ulteriore riduzione sulla tariffa Early Bird.
  3. Se decidi di confermare l’iscrizione e l’evento viene spostato per cause di forza maggiore, ottieni un rimborso del 100% in caso tu non possa partecipare
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Per qualsiasi dubbio contattaci o consulta le nostre FAQ

Dare pane, dare senso: la sfida del non profit secondo Colamedici

Dare pane, dare senso: la sfida del non profit secondo Colamedici

 

Andrea Colamedici, filosofo e co-fondatore di Tlon, sarà relatore della plenaria “La solidarietà è un mito? Come la filosofia può aiutarci ad aiutare, ancora oggi”, in programma a Reinventing il prossimo 8 ottobre. In attesa di ascoltare il suo prezioso contributo, gli abbiamo chiesto di raccontarci come secondo lui l’emergenza Coronavirus ha cambiato il nostro modo di essere solidali e cosa comporta questa rivoluzione per il mondo non profit.

D: In questi ultimi mesi abbiamo visto nascere tantissime iniziative di solidarietà per gli ospedali più colpiti dall’emergenza Coronavirus e per le fasce della popolazione che più hanno sofferto la quarantena e le sue conseguenze. Le situazioni di crisi possono però portare anche a un inasprirsi degli egoismi individuali e a un atteggiamento di chiusura verso la solidarietà e il dono quando a beneficiarne sono cause non considerate, a torto, prioritarie, o persone con cui il processo di identificazione è meno forte. Come pensi che dovrebbe reagire il mondo non profit a questo modo di pensare?

R: L’emergenza ha amplificato differenze già esistenti: non è vero che l’abbiamo affrontata “tutti sulla stessa barca”: c’è chi era a bordo di uno yacht, chi di una zattera e chi aggrappato solo a un pezzo di legno. Qualcuno ha preso coscienza del proprio privilegio e si è avvicinato a dinamiche di solidarietà; qualcun altro, pur magari nella stessa condizione di privilegio, si è sentito meno al sicuro e ha pensato solo a sé stesso. In mezzo a questi due estremi il mondo non profit ha un’occasione unica, oltre che un dovere verso una comunità che durante la quarantena non è stata trattata come adulta dal governo: essere creatore di senso per le persone, proprio nel momento in cui queste faticano a trovarlo, il senso.

Penso a quello che ha fatto l’Associazione 21 luglio, con cui abbiamo collaborato come Tlon, che nel distribuire pasti nei quartieri più difficili delle periferie romane ha creato una comunità che ogni giorno si riuniva alle 14 per distribuire i generi alimentari. Oltre a distribuire pane, ha creato senso. Le tante, piccole emergenze di natura socio-economica che sono esplose ed esploderanno in tutto il paese chiamano il non profit ad agire e farsi portatore di senso. Serve il coraggio di dire “Sono a disposizione” e di mettersi in discussione. Lo abbiamo fatto anche noi con la nostra libreria teatro, che per l’occasione abbiamo trasformato in punto di raccolta di beni di prima necessità da ridistribuire.

In questo momento per una realtà non profit gli scenari possibili sono tre: 1) uscirne rafforzata – ma saranno in poche a farlo; 2) trovarsi in crisi e rischiare di chiudere; 3) trovarsi in crisi e dover ripensare sé stessa, i propri meccanismi di solidarietà, la propria ragione d’essere, per rispondere alle esigenze reali delle persone.

In questo terzo scenario si colloca la grande opportunità per il mondo non profit di essere creatore o aggregatore di senso.

D: “Come farsi venire delle buone idee? È molto semplice: bisogna spingersi sul bordo di sé. […] Spesso invece le nostre vite sono condotte al centro, al sicuro, dove le idee non amano farsi trovare. Bisogna accettare l’idea di avere torto per scoprire una nuova idea. Bisogna rischiare per conoscerla. Bisogna perdersi per trovarla.”

Partiamo da questa tua riflessione, che si lega a quanto detto prima, per parlare del concetto a noi molto caro di “reinventarsi” per superare gli scogli e stare al passo con i cambiamenti. Che consiglio daresti ai professionisti del settore non profit per imparare a spingersi ai bordi con più coraggio e determinazione? Applicheresti questa filosofia anche al modo di comunicare e fare fundraising?

R: Di non limitarsi a fare del bene, ma di fare del “giusto”. Molto spesso pensiamo al modo di renderci utili all’interno dei confini di ciò che già conosciamo e abbiamo sperimentato, mentre invece dobbiamo imparare a pensare a un impatto sulla società non ancora pensato. Per il non profit reinventarsi ora significa mettersi in ascolto reale dei bisogni delle persone, che in questo particolare momento storico è appunto bisogno di senso, di una risposta alla domanda “ma io che cosa ci sto a fare qui?”.

E sì, comunicare quello che fanno è un altro dovere delle non profit. È una forma di rispetto verso il proprio operato, oltre che verso il pubblico esterno. Aiuta a non sentirsi scoraggiati o impotenti nel momento in cui i problemi sono così grandi, perché aiuta a riconoscere la propria utilità e il proprio ruolo.

Se non comunichiamo lasciamo spazio a chi invece contenuti non ne ha, o al contrario ne ha di pericolosi. Il non profit si deve riappropriare del proprio spazio di narrazione e fare leva su uno storytelling reale, che non è solo dire “guarda, faccio del bene”, ma soprattutto far passare il concetto che fare del bene è bello e degno di essere raccontato! Ora è più che mai necessario, perché le persone hanno disimparato che cos’è la solidarietà. Soprattutto con la quarantena, perché la solidarietà si basa sempre sul corpo e sui sensi, su quello che vedo e che tocco. Togliendo il contatto cala l’empatia nei confronti dell’altro e di conseguenza la spinta a essere solidale. Spetta al non profit, tra gli altri, il compito di reinnescare una narrazione positiva sulla solidarietà.

D: Durante la quarantena anche Tlon, l’associazione di cui sei fondatore insieme a Maura Gancitano, si è in qualche modo reinventata: per rimanere in contatto con chi vi segue e dare il vostro contributo a una quarantena molto fertile dal punto di vista del dibattuto e della riflessione condivisa, avete inaugurato “Prendiamola con filosofia”, una maratona web di interventi per affrontare il lockdown con strumenti filosofici. Che eredità pensi ci lascerà questa inedita esplosione di contenuti digitali e come la sfrutteresti da comunicatore?

R: L’esperimento riuscito di “Prendiamola con filosofia” ha dimostrato che si può prendere il meglio anche da un’esperienza come quella della quarantena, che ha preparato la congiuntura ideale per un evento mettendo insieme un pubblico molto disponibile che chiedeva contenuti e una platea ricchissima di relatori [n.d.r.: più di 700] liberi da altri impegni e pronti a fornirli, i contenuti. Noi siamo partiti dall’idea di riportare la filosofia, spesso considerata materia per pochi, al suo scopo originale, che era di essere materia per tutti. L’abbiamo riportata nelle piazze, in questo caso virtuali. Ha funzionato, perché abbiamo risposto a quell’esigenza di senso di cui parlavamo prima; e non è una prerogativa della filosofia: è tutto il mondo dell’arte e della cultura – ora messo così duramente alla prova – che assolve a questo compito.

Un mondo che ora non possiamo più immaginarci senza una “controparte” digitale: impareremo a pensare al web come la seconda casa di tutti, dove ogni attività – dall’organizzazione di volontariato alla macelleria, dal negozio di ottica alla scuola di filosofia – deve riuscire a ritagliarsi il proprio spazio. Questa concezione non fa della realtà uno spazio di serie B: web e reale rimangono spazi distinti ma che dovranno coesistere e comunicare tra loro.

Web è anche e soprattutto interazione, relazione diretta con il tuo pubblico: in occasione della Festa della Liberazione abbiamo organizzato una manifestazione digitale in cui abbiamo dato spazio agli stessi partecipanti, che si alternavano alla parola in una Zoom conference con più di 300 volti a fare da sfondo. Alla fine la chiave sono sempre le persone, che per essere coinvolte hanno bisogno di un input emotivo, hanno bisogno di sentire l’urgenza di dare il proprio contributo per essere parte, con il proprio piccolo strumento, di un’orchestra molto più grande.

D: Non a caso coinvolgimento emotivo e partecipazione sono anche le leve più forti del fundraising e della comunicazione sociale…

R: Esattamente! L’ho sperimentato io stesso di recente: il Ministero della Salute ci ha contattati per chiederci di aderire alla campagna #IoRestoACasa e invitare le persone a rispettare la quarantena. Sostituire la voce istituzionale delle campagne sociali Rai con quella, ad esempio, di Chiara Ferragni, è stata una mossa geniale che sono certo abbia raggiunto pienamente lo scopo.

D: Il Coronavirus è stato un acceleratore di cambiamento per il mondo della comunicazione, sociale e non, ma tanti altri processi ora solo in potenza diventeranno forse realtà consolidate fra qualche anno. Come immagini il futuro della comunicazione tra 10 anni?

R: Credo che passerà attraverso la trasformazione delle aziende in media company e degli studiosi in influencer. Sembra una cosa terribile da dire e invece è fantastica: chi avrà qualcosa di davvero importante da dire capirà che non potrà conservarla gelosamente dentro di sé, e farà affidamento ad altri per comunicarla. Non mancano ormai i mezzi per arrivare facilmente a milioni di persone, quello che manca sono le persone che abbiano qualcosa di importante da dire e che sappiano dirlo bene.

I comunicatori daranno senso alle imprese rafforzandone la credibilità culturale con i propri contenuti. Saranno creatori di senso, e a quel punto sarà chiaro a tutti che il senso è l’unica cosa che ci salva.

APPUNTAMENTO CON REINVENTING 2020: AD ORA CONFERMATO, PRE-ISCRIZIONE E PROROGA EARLY BIRD

APPUNTAMENTO CON REINVENTING 2020: AD ORA CONFERMATO, PRE-ISCRIZIONE E PROROGA EARLY BIRD

 

L’appuntamento con Reiventing 2020 è ad oggi confermato per i giorni 8 e 9 ottobre 2020. Stiamo continuando a lavorare per renderlo un evento di alta qualità, ricco di contenuti grazie alla partecipazione di prestigiosi relatori, spunti di riflessione e idee per continuare a reinventare il nostro lavoro, oggi più che mai.

Alla luce dell’attuale situazione, inoltre, abbiamo introdotto due novità riguardo l’iscrizione:

  • La prima è di aprire le “pre-iscrizioni” che consentiranno, senza costi e nessun impegno, di ottenere un codice sconto per l’iscrizione vera e propria;
  • La seconda di prorogare la scadenza della speciale tariffa “early brid” che resterà valida per tutti fino al 15 giugno.

Nelle prossime settimane, in conformità con i provvedimenti che saranno adottati, vi comunicheremo eventuali aggiornamenti. Specifichiamo che, in caso si rendesse necessario posticipare l’evento, gli iscritti potranno mantenere valida l’iscrizione effettuata per le nuove date o, in caso di impossibilità a partecipare nei nuovi giorni, richiedere il rimborso dell’intero valore.

Data Prosper al fianco di Reinventing

Data Prosper al fianco di Reinventing

 

Tra gli sponsor che ci hanno aiutato a rendere possibile l’edizione 2019 di Reinventing c’è anche una realtà che sostiene attivamente il mondo del non profit con i suoi servizi di eccellenza: è Data Prosper, la società italiana per la raccolta fondi.

Con alle spalle un team di professionisti del Direct Marketing e della Data Analysis, Data Prosper mette risorse e competenze strategiche al servizio di alcune tra le maggiori organizzazioni non profit italiane.

Supportare le onp nel loro lavoro significa anche fare cultura e formazione, oltre che fornire prodotti e servizi innovativi, e Reinventing 2019 è stata una occasione di apertura verso una formazione professionale più ampia per tutte e due le parti coinvolte, le onp e i professionisti che partecipano” è quanto ci ha detto Sebastiano Moneta, Direttore Generale di Data Prosper.

Grazie per il vostro sostegno!

Diennea a sostegno di Reinventing 2019

Diennea a sostegno di Reinventing 2019

 

Da sempre realtà schierata accanto al terzo settore, quest’anno Diennea, società di consulenza sul digital marketing, ha deciso di supportare Reinventing come sponsor dell’iniziativa.

Crediamo nel cambiamento e siamo promotori di iniziative digitali che spingano sempre più verso una rivoluzione del modo di fare marketing e comunicazione. Per questo motivo il richiamo di Reinventing ci ha coinvolto come sponsor di questa iniziativa”.

Ma come si crea valore per un’azienda nonprofit?

Grazie alla tecnologia e all’attività strategica, siamo in grado di mettere in campo soluzioni che spaziano dall’attività di awareness, a quella di conversione (della donazione), fino ad arrivare alla fidelizzazione, tematica, da sempre fondamentale in questo particolare settore.”

Diennea si dichiara pronta a condividere i progetti che ha portato avanti insieme ad importanti realtà del fundraising come Unicef, Fondazione Telethon, WeWorld, ActionAid e molte altre ancora.

Grazie Diennea per essere stati parte di Reinventing!

Grazie a myDonor® per essere stato Main Partner 2019

Grazie a myDonor® per essere stato Main Partner 2019

 

myDonor®, leader in Italia nel settore del software CRM per il non profit e Main Partner della quinta edizione di Reinventing sviluppa soluzioni per tutte le aree dell’Organizzazione, dal CRM al Digital Fundraising, dalla Contabilità Generale al Controllo di Gestione. Soluzioni complete che consentono di coprire le necessità di un’Organizzazione piccola, media o grande, scalando funzionalità, complessità di gestione dei processi e non ultimo i costi. myDonor® è la prima soluzione CRM in Europa che integra la Blockchain nella certificazione del processo donativo.

L’azienda ha scelto di dedicare il proprio impegno al mondo non profit, anticipando e trainando la rivoluzione tecnologica del settore, motivo per cui «Abbiamo scelto di stare al fianco di Atlantis in questa avventura perché crediamo che Reinventing sia una manifestazione dal contenuto culturale di alto profilo e abbia tutte le caratteristiche per diventare un riferimento per il non profit in una città dinamica ed europea come Milano», spiega il Ceo di myDonor® Marco Cecchini.

«Crediamo sempre di più – sottolinea Cecchini – che un impegno importante, per le aziende che operano nel non profit, sia quello di dare un supporto concreto per consolidare il livello professionale di tutte le persone che ogni giorno portano, con il loro lavoro, un contributo significativo a questo settore. E, in modo particolare, a chi svolge la funzione di “Fundraiser”, motore principale per sostenere la missione dell’organizzazione.»

Scopri di più: mydonor.org

myDonor® e Reinventing sostengono il Giving Tuesday

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MyDonor a Reinventing

MyDonor a Reinventing

Vi aspettiamo al nostro stand per confrontarci su soluzioni innovative e condividere idee ed esperienze per un reciproco contributo formativo.
Inoltre, venerdì 11 ottobre alle ore 10 siamo presenti con un workshop sul tema “Come strutturare una raccolta fondi on line efficace con la Landing Page e il contributo del CRM”.

Il workshop parte da un’analisi di dati di sintesi davvero consistenti su un campione di oltre 100 Landing Page UX di Organizzazioni non profit in Italia e Spagna con decine di migliaia di donazioni ricevute e processate, per passare all’importanza di orientarsi sul “Sostienici” (donazione ricorrente) e non più sul “Dona” (donazione singola).

Condivideremo i numeri e la conoscenza comportamentale quali tasso di conversione, importo medio di donazioni, peso delle ricorrenti, percentuale di utilizzo degli smartphone verso i desktop. Sarà chiaro come risultati di successo ottenuti siano necessariamente correlati con le migliori pratiche di progettazione applicate. Verranno quindi analizzate prima di tutto le componenti presenti nella progettazione della Landing Page UX, dalle teorie del neuro marketing cognitivo, alla user experience, alla comunicazione olistica.

Analizzeremo insieme quali errori evitare e quali accorgimenti adottare per raccogliere fondi on-line partendo da case study di Landing Page UX e le varie tipologie di utilizzo (donazione, 5×1000, in memoria, campagne, sostegno a distanza).

A tutto questo si aggiunge il significativo valore della presenza a valle del CRM per la raccolta dei dati e la gestione proattiva del rapporto coi donatori. Inoltre il CRM permette di segmentare e clusterizzare al fine di ottenere analisi donative e comportamentali.

Ultime novità da Reinventing 2019

Ultime novità da Reinventing 2019

 

La quinta edizione si arricchisce di nuovi relatori, ospiti d’eccezione e momenti speciali. Numerosi anche i supporter e media partner che hanno deciso di sostenere e contribuire alla riuscita di Reinventing: ultima novità myDonor come main partner di quest’anno.

La prima giornata, il 10 ottobre, si aprirà con un momento speciale insieme a Fabrizio Bartoccioni Presidente della Fondazione Vertical, incentrato su come affrontare e superare le criticità trasformandole in opportunità per reinventarsi in modo positivo. Dopo una ricca e intensa giornata di workshop e panel, che coinvolgerà giornalisti ed esperti di comunicazione, direttori fundraising di numerose organizzazioni e direttori creativi di prestigiose agenzie, i lavori si concluderanno con un grande momento di networking e condivisione: l’aperitivo e la cena con live music che vedrà la partecipazione di ospiti a sorpresa.

L’11 ottobre un altro ospite speciale – Fausto Colombo, professore universitario grande esperto di comunicazione e media – aprirà la sessione plenaria con un approfondimento sul ruolo dell’empatia e delle emozioni positive nella comunicazione del terzo settore nell’era dell’egoismo sociale. Altri interessanti momenti di plenaria si susseguiranno durante la giornata. Tra questi la testimonianza di Ellen Hidding insieme alla Fondazione Mission Bambini, per raccontare l’impegno a favore dei progetti e delle campagne sostenute dalla Fondazione. Infine, le plenarie conclusive saranno focalizzate sul ruolo degli influencer che, attraverso YouTube e gli altri social network, contribuiscono sempre più a dare grande visibilità alle cause sociali: protagonisti di queste sessioni due grandi organizzazioni insieme a ospiti speciali.

 

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myDonor® Main Partner di Reinventing 2019

myDonor® Main Partner di Reinventing 2019

 

Siamo felici di annunciare un’importante novità per Reinventing 2019: myDonor®, leader in Italia nel settore di software gestionali per il fundraising, ha deciso di essere tra i protagonisti della quinta edizione del più grande evento dedicato all’innovazione nel mondo non profit.

Innovazione è la parola chiave che da oltre vent’anni guida la missione di myDonor®, impegnata nella definizione di soluzioni tecnologiche al servizio dello sviluppo e della crescita delle proprie organizzazioni clienti. Un impegno che l’azienda ha scelto di dedicare esclusivamente al mondo non profit, anticipando e trainando la rivoluzione tecnologica del settore.

Il suo sostegno come partner è perciò particolarmente significativo per Reinventing, che proprio dall’innovazione intende partire per rendere l’operato del settore non profit sempre più sostenibile e orientato al futuro. Grazie myDonor®!

mydonor.org

Nelle prossime news tutte le novità e approfondimenti sulla partnership.